AperyShow la festa top del 2018

Ogni anno serviamo decine di feste "nuove". Manifestazioni che l'anno precedente utilizzavano altri servizi per la gestione delle postazioni cassa ma poi hanno deciso di affidare a noi di Fast and Fest questo delicato "compito". Tra queste feste quella che più mi ha "colpito" ed impressionato è stata sicuramente la manifestazione organizzata in provincia di Padova a Piazzola sul Brenta. Sto parlando dell'evento charity (leggasi per beneficenza) più importante del nord est: Apery Show Charity Event.

Una manifestazione ideata una decina di anni fa da un gruppo di giovani imprenditori padovani organizzata appunto per raccogliere fondi da devolvere poi alle associazioni del territorio veneto. Fin dalla prima edizione AperyShow ha iniziato a macinare record di presenze. L'edizione dello scorso anno 2017, l'ottava, era stata organizzata a Camposanpiero (sempre in provincia di Padova). La location però era ormai troppo troppo piccola. Per la nona edizione, quella di quest'anno, i ragazzi dell'organizzazione hanno deciso  quindi di spostari nella fantastica (ed immensa) piazza Camerini a Piazzola sul Brenta. Una piazza grandissima capace di contenere decine di migliaia di persone contemporaneamente: questi infatti sono i numeri di questo evento!!

Il primo contatto

I primi contatti tra noi di Fast and Fest e l'organizzazione sono cominciati a gennaio del 2018 quando ci siamo incontrati in un noto locale padovano gestito da uno degli organizzatori. Appena abbiamo iniziato l'incontro ho intuito che il management dell'evento fosse formato da "veri" professionisti del settore. Richeste precisissime e super focalizzate alla affidabilità e sicurezza dell'intero impianto. Un evento simile dove contemporaneamente son presenti decine di migliaia di persone deve rasentare la perfezione anche nella gestione delle casse. Appena terminato l'incontro, per curiosità, ho voluto fare un salto a vedere la location dove l'evento sarebbe stato organizzato. Arrivato a Piazzola sul Brenta ho trovato piazza Camerini in un batter d'occhio: impossibile non vederla è "gigantesca". La sensazione che trasmette, con la bellissima villa Contarini come sfondo, è davvero unica e impagabile. Fantastica sotto ogni punto di vista. allo stesso tempo però ho immediatamente avuto conferma che AperyShow sarebbe stato un evento "mostruoso". Un'area simile può solo essere dedicata a manifestazioni davvero importanti anzi super importanti.

 Aperyshow 2018 foto 1  Aperyshow 2018 foto 2 Aperyshow 2018 foto 3  Aperyshow 2018 foto 4 

Il progetto dell'impianto

Rientrato in ufficio fin subito ho iniziato a studiare le richieste fatte dagli organizzazione. Analizzando scrupolosamente le necessità di un evento di tale portata, assieme ai miei collaboratori, ho pensato di proporre una soluzione semplice, senza troppe sofisticazioni, ma allo stesso tempo efficiente e comprensiva di tutte le funzioni necessarie per la vendita dei prodotti e per l'analisi economica dell'evento. Dovendo gestire 20 punti cassa "contemporanei" e dislocati in tre zone distinte  l'unica soluzione adottabile era collegare le tre aree cassa in wireless. Per questo ho proposto una rete WiFi capace di creare un anello virtuale di collegamento tra le venti postazioni cassa. Inoltre per evitare agli organizzatori di dover raccogliere, ogni sera, la contabilità cassa per cassa ho proposto di installare la postazione Cassa Centrale, postazione in grado di raccogliere e mostrare i dati contabili dell'evento in tempo reale. Una manifestazione simile deve essere sempre monitorata dagli organizzatori, non possono (ma soprattutto non devono) attendere la fine della serata per sapere se e quanto hanno distribuito (e quindi incassato!).

Al termine di questa fase di studio ho inviato agli organizzatori il progetto ed ovviamente, la proposta economica. Per maggiori informazioni sull'impinato potete leggere la pagina "tecnica" dedicata a questa manifestazione cliccando qui

Lavoro preso

Siamo attorno al 15 di febbraio. La mia mail contenete il progetto e l'offerta era partita da qualche giorno. Ed ecco arrivare, finalmente, la risposta: lavoro preso, sa da fare!! AperyShow 2018 ha scelto di affidare a Fast and Fest la gestione di tutte le postazioni cassa dell'evento: che soddisfazione! Gestire la più grande festa benefica del nord est, per una piccola realtà come la nostra, è motivo d'orgoglio. Significa che qualcosina di buono, in questi anni, abbiamo fatto. Scegliere di dedicarci completamente al mondo delle sagre lasciando perdere altro (che distoglie solo energie) sta iniziando a dare i suoi frutti.

Si parte per l'installazione a Piazzola sul Brenta

I mesi passano velocemente e tra un lavoro e l'altro la stagione delle feste e sagre è ormai iniziata. Tutti siamo già pienamente operativi sul campo. AperyShow 2018 è ormai alle porte. Qualche giorno prima del 21 aprile 2018 (data di inizio festa) in ufficio iniziamo a preparare e configurare tutte le postazioni cassa da installare. Il 20 aprile (giorno del mio compleanno, non sarà un caso?) si parte per Piazzola sul Brenta. Arrivato nella fantastica piazza Camerini capisco, ancora una volta, che la manifestazione è davvero qualcosa di mastodontico, di grande, di gigante. La piazza, come l'avevo vista a gennaio, è ormai un ricordo. Sulla destra è già pronto il mega palco dei concerti, palco da fare invidia a moltissimi tour di cantanti di grido. Le tre zone beverege e food sono già "confezionate", mancano solo i dettagli. Ora tocca a me iniziare il lavoro di installazione. Per fortuna che Armando, il nostro rivenditore di Padova, è presente con il figlio e quindi siamo in tre pienamente operativi.

Partiamo immediatamente a lavorare, c'è tantissimo da fare. Dapprima installiamo la rete WiFi per il collegamento delle tre zone cassa e poi, dopo il collaudo di quest'ultima, iniziamo a posizionare i cavi LAN per il collegamento delle casse nelle singole zone. Ed intanto, a farci compagni, parte anche la musica. I primi artisti sono già in zona e non si lasciano sfuggire di fare un check sound in una piazza simile su di un palco simile: mi sento quasi al Festival Bar (per chi se lo ricorda). Sono le ore 20.00 del venerdi. Tutta la parte di cablaggio è terminata. Decidiamo allora di fermarci e di continuare l'indomani.

Sabato 21 aprile, l'inizio dell'evento è fissato per le ore 17.00. I primi artisti inizieranno a quell'ora a suonare e noi, ovviamente, dovremo aver già configurato e collaudato l'intero impianto. Per non arrivare con l'acqua alla gola cominciamo di buon ora a piazzare le 20 postazioni cassa e man mano le testiamo per bene. Verifichiamo il perfetto collegamento con la cassa centrale, generiamo qualche ordine di prova e azzeriamo il tutto. In poche ore terminiamo il nostro lavoro.

 Aperyshow la piazza in preparazione - foto 1  Aperyshow la piazza in preparazione - foto 2 Aperyshow la piazza in preparazione - foto 3  Aperyshow la la planimetria della piazza 

Parte la festa

Alle ore 15.00 circa arrivano le prime cassiere. Iniziamo così un brevissimo corso di formazione. Alle ragazze mostriamo le funzioni disponibili, la gestione del resto, il cambio carta, l'annullo di un ordine errato e poco altro: cinque minuti e sono già operative. Le ore 17.00 si avvicinano. Noi e le nostre postazioni cassa siamo pronti. Tutto sembra funzionare ottimamente. La tensione comunque sale. Si sa bene che il vero test sarà solo quando l'evento parirà e le casse saranno pienamente operative. I test, chissà perchè, sono sempre super positivi mentre poi .... Ed invece, ora lo possiamo dire, la festa inizia, la musica suona, la gente (e tanta) arriva e tutto funziona senza problemi. Le casse entrano subito a regime. Le cassiere sono bravissime e super efficienti, gli ordini cominciano a fioccare. Decido comunque di rimanere fino alle ore 22.00 per controllare per qualche ora il funzionamento e verificare che tutte le 20 postazioni cassa "trasferiscano" la contabilità in cassa centrale. Ore 22.30 giornata finita per me. La festa è nel pieno, la piazza è già gremita, il palco emana tanti di quei watt da far impallidire una centrale elettrica, ed io ... torno a casa. A casa ma sempre con il cellulare ben acceso per assecondare ogni richiesta di aiuto nel caso di problemi. Problemi che non si sono presentati. La manifestazione per 5 giorni fila liscia. L'intero impianto ha retto "l'urto" ed ha superato molto bene uno stress test da paura. Già il 25 aprile alle ore 23.50 sono di nuovo a Piazzola sul Brenta per lo smontaggio ed il ritiro del materiale. L'organizzazione deve liberare l'area nel giro di una paio di giorni quindi mi chiedono di smantellare gli impianti il prima possibile. Detto fatto. a notte fonda Fast and Fest ha finito il suo lavoro per AperyShow 2018. Sul selciato della piazza rimangono solo migliaia di scontrini generati dalle nostre casse. Anche questa è una piccola soddisfazione!!!

Debriefing finale

La sera del 25 aprile, con i ragazzi dell'organizzazione, non abbiamo avuto tempo di parlarci. Loro mega impegnati nella chiusura della manifestazione. Io a recuperare tutto il nostro materiale. Poi però, dopo un paio di giorni, ci siamo sentiti per analizzare l'andamento della festa. Abbiamo discusso su alcune funzionalità del software che loro troverebbero molto comode ed utili in prospettiva 2019. Dall'altra parte io non ho potuto far altro che complimentarmi per la perfetta organizzazione e soprattutto per la superlativa professionalità dimostrata. Lavorare in queste condizioni è quasi divertente!!! Con questo debrifing finale si chiude quindi, per noi di Fast and Fest, l'edizione 2018 di AperyShow. Quasi sicuramente ci saremo anche nel 2019, sempre a Piazzola sul Brenta dal 24 al 29 aprile 2019.

Alcuni numeri ufficiali dell'evento

Al termine dell'evento gli organizzatori hanno ufficializzato i numeri più importanti dell'edizione 2018. Numeri davvero di livello assoluto. Le stime parlano di una affluenza da record. La presenza giornaliera media, nei 5 giorni dell'evento, è stata stimata in 20.000 persone. Che, facendo una semplicissima somma, ha fatto si che in totale AperyShow richiamasse a Piazzola sul Brenta più di 100.000 ragazzi e ragazze. Durante l'intera manifestazione sono stati coinvolti 1000 volontari impegnati nei servizi più diversi. Dalla distribuzione delle bevande e del cibo alla pulizia dell'area interessata dall'evento, dalla sicurezza in piazza Camerini alla gestione dei parcheggi. Solo nella zona palco hanno lavorato circa 300 persone tra tecnici, addetti alla sicurezza ed artisti. I numeri però che più impressionano e fanno ben capire perchè AperyShow è il più grande evento benefico del nord est li potete leggere nell'immagine qui sotto riportata. Cifre da capogiro interamente versate nelle casse di moltissime associazioni ONLUS della zona: ragazzi, tanto di cappello a tutto lo staff di AperyShow, uniti si può!

Aperyshow 2018 - Resoconto beneficenza

 Per approfondire

  • Sito web ufficiale dell'evento --> CLICCA QUI
  • Pagina Facebook dell'evento --> CLICCA QUI
  • Articolo sul edizione web del MATTINO DI PADOVA --> CLICCA QUI

Finita la stagione 2018, diamo qualche numero interessante

Siamo a dicembre ma ancora qualche manifestazione la stiamo seguendo. Rispetto ai "primi anni di vita" abbiamo allungato il periodo di lavoro di almeno una paio di mesi. Gli organizzatori di feste e sagre infatti sempre più si stanno attrezzando per coprire il periodo autunnale. Alcuni "pazzi" addirittura, sfidano il freddo, organizzano feste invernali magari sfruttando le i giorni tra Natale e Capodanno. Quest'anno infatti saranno ben tre le manifestazioni che seguiremo a ridosso delle feste. A Berzo San Fermo (BG) verrà organizzata la Winter Beer Fest (sito ufficiale). Sempre in provincia di Bergamo, per la precisione ad Alzano Lombardo presso lo spazio FaSe, i ragazzi del team Happening Party allestiranno una mega festa per Capodanno. Infine saliremo in Val Sugana per fornire il tradizionale Palio di San Giovanni a Telve di Sopra. Insomma tra Natale e Capodanno non chiuderemo i battenti ma saremo sempre attivi ...

Dimenticando per un attimo i lavori ancora da fare e, considerato il periodo, è giunto il momento di fare un piccolo bilancio della stagione 2018. La dodicesima stagione di Fast and Fest è stata ancora un successo. Rispetto allo scorso anno abbiamo incrementato ulteriormente il numero dei clienti serviti. Facendo un piccolo calcolo questa stagione ha visto le nostre postazioni cassa essere presenti in feste e sagre di ben otto regioni d'Italia. Ovviamente Lombardia, ma anche Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Toscana, Piemonte, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige.

Un ulteriore dato "impressionante" è la quantità di carta termica in rotoli utilizzata. Tenendo presente che ogni rotolo sviluppa 80 metri di carta, durante le nostre feste abbiamo stampato per circa 410Km di carta. Una distanza pari alla lunghezza autostradale da Torino a Venezia: tutta la pianura Padana coperta da scontrini per feste e sagre!!! Facendo invece dei calcoli statistici, tenendo presente il numero di manifestazioni servite e proprio la quantità di rotoli termici utilizzati dalle stampanti, davanti alle nostre casse si sono presentate, nell'arco dell'anno 2018, circa 900.000 persone pronte ad ordinare le prelibatezze cucinate nelle sagre.

scontrino Fast and Fest patatine birra caraffe

Il piatto più venduto ...

Analizzando sempre le statistiche fornite dal nostro software possiamo affermare che il piatto più ordinato è, udite udite, le patatine fritte! Tutte le sagre nostre clienti hanno a menù le patatine fritte, nessuna esclusa. Piacciono indistintamente a grandi e piccini, maschi e femmine, vegani e non vegani. Tutte queste condizioni decretano il successo di questo "super piatto". Intrecciando i dati rilevati e media di quantità per porzione possiamo tranquillamente affermare che parliamo di qualche decina di tonnellate di patate e migliaia di litri di olio per fritture. Sicuramente tenendo conto di questi dati e conoscendo i prezzi di acquisto ed i costi di "preparazione"  le patatine sono anche il piatto di cucina con più marginalità di guadagno in termini percentuali. In definitiva, che dir si voglia, questo piatto è il re indiscusso delle nostre sagre!!!

Cosa si beve ...

Per sapere quale sia la bevanda più venduta nelle nostre feste non serve controllare nessuna statistica di vendita. Ovviamente la regina è la Birra. In particolare le Bionda è quella preferita dal 65% dei clienti mentre il restante 35% si divide tra birre Rosse, Weisse, IPA ecc... La "taglia" preferita è quella nel classico bicchiere da media ovvero 350/400 ml a seconda della tipologia di contenitore scelto. Rispetto ai primi anni del nostro lavoro, ci dicono gli organizzatori, si vendono meno caraffe da 1 litro.

Rimanendo nell'ambito "birraiolo" abbiamo notato che moltissime feste cercano ormai di specializzarsi e di rendere unica l'esperienza al cliente. In pratica lo sforzo che i vari organizzatori stanno mettendo in campo è quello rivolto ad ottenere, dai propri fornitori, materiale di qualità e soprattutto molto ricercato. Tantissime sagre mettono quindi a disposizione dei propri clienti una moltitudine di spine per offrire le birre più disparate, più ricercate, più strane. In alcune manifestazione abbiamo visto birre aromatizzate alla frutta (pesche, lamponi, ribes ...), birre trappiste dai nomi improbabili e perfino una birra al peperoncino!!!

Per il vino vale lo stesso discorso della birra. Ormai moltissime sagre offrono una cantina vastissima, quasi da ristorante. Dai classici vini locali ai più ricercati (e costosi) vini DOC. A volte, a mio modestissimo parere, si esagera perfino proponendo troppa qualità in ambienti dove questi "super vini" non possono venire apprezzati. Questa abbondanza di proposta, anche dal punto di vista puramente economico, sicuramente non ripaga. Ordinare e mettere a disposizione troppe etichette significa ridurre il margine di guadagno netto: il magazzino costa!

In merito proprio a questo discorso, al termine di una sagra svolta nel mese di luglio, ho avuto modo di far quattro chiacchere con un organizzatore molto scrupoloso in merito all'analisi dei dati sul venduto della sua manifestazione. Proprio lui mi confermava che rispetto alla passata edizione (per capirci quella del 2017) aveva incrementato di circa 8 punti percentuali l'utile netto nel settore Beverage. Motivo, semplice mi dice, aver ridotto le disponibilità di etichette in cantina e aver meno spine di birre "strane". Questa riduzione, al termine della festa, mi conferma, si è tradotta in minor quantità di prodotto aperto ed invenduto (fusti, cartoni di vino ecc...). D'altronde i clienti, mi dice sempre l'organizzatore, apprezzano la quantità di offerta poi però ricadono sempre sui prodotti da sagra. E' quindi inutile spingersi verso birre e vini da ristorante, teniamo i piedi ben piantati a terra e ricordiamoci che siamo pur sempre ad una festa!!!

La festa più "partecipata"

Nelle passate stagioni la festa più partecipata era sicuramente il Bum Bum Festival di Trescore Balneario. Quest'anno invece lo scettro di manifestazione "più numerosa" va senza ombra di dubbio in provincia di Padova a Piazzola sul Brenta. Sto parlando dell'evento benefico più grande del Nord Est: AperyShow Charity Event organizzato dal 21 al 25 aprile 2018. Nella spettacolare piazza "veneta" in 5 giorni di festa sono giunte più di 100.000 persone, tutte richiamate dai fantastici spettacoli allestiti dall'organizzazione. Un evento che in pochi anni di vita ha raggiunto numeri da capogiro. Numeri che sicuramente ripeteranno anche nel 2019 quando, tra il 24 e il 28 aprile, verrà organizzato nuovamente l'evento. Se volete rimanere aggiornati sulla manifestazione vi consiglio di seguire la pagina Facebook dedicata (clicca qui)

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I casoncelli, i protagonisti indiscussi delle sagre

Uno dei piatti tipici delle sagre, la specialità culinaria che non manca mai nella lista dei ‘primi’ delle feste paesane e non, è sicuramente un buon piatto di casoncelli…..
Non tutti sanno che le origini dei casoncelli sono antiche e le Provincie di Bergamo e Brescia si contendono il primato della loro ideazione da sempre. Nel 1386 un noto notaio Bergamasco, Castello Castelli, parla in un suo documento di aver organizzato una festa a base di ‘artibotuli’ ripieni, antico nome dei casoncelli.
A fronte di questo, nel 1471 il notaio Jacopo Melga, descrivendo una pestilenza che colpi’ Brescia e le zone limitrofe definisce i morti accatastati l’uno sopra l’altro ‘come se fa li casoncelli’….
Quello che è certo è che la ricetta di realizzazione di questa famosa ‘pasta ripiena’ è cambiata nel tempo. Il gusto tipico della cucina tardo medievale e rinascimentale, li voleva con un ripieno a base di canditi, mandorle, pere, uova e burro poi sostituito da un impasto di Marsala, uva passa, cedro candito e formaggio fino ad arrivare ad oggi, dove, la ricetta varia al variare del territorio dove vengono ‘realizzati’ o addirittura dalla famiglia che personalizza la ricetta per tradizione o gusti propri.

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Le varietà sulla piazza

Fondamentalmente troviamo tre ‘tipi’ di casoncelli:

  • quelli BERGAMASCHI che hanno un ripieno di carne bovina arrostita, macinato di salame, pangrattato, uova, amaretti, uva sultanina, pera spadona, scorza di limone, aglio e prezzemolo e serviti con un condimento a base di burro, salvia, grana e pancetta.
  • quelli BRESCIANI che si preparano aggiungendo alla carne di manzo, carote, sedano, cipolla, chiodi di garofano, noce moscata, basilico, vino rosso, pangrattato, grana, uovo, burro,olio, sale e pepe conditi con burro, salvia e grana.
  • quelli CAMUNI (della Val Camonica) dove erbette, spinaci bietole o verze sostituiscono la carne e la forma a mezzaluna o a fazzoletto viene sostituita con la forma di a ‘caramella’.

Che arrivino da ogni dove, ognuno con le proprie caratteristiche, ma nulla toglie che un buon piatto di casoncelli gusta il palato di tutti!
Noi di Fast and Fest preferiamo ‘trovarli pronti’ e gustarli alle nostre Sagre, ma a chi ama cucinare dedichiamo la ricetta dei casocelli dell’amica Lucia, che, con un gruppo di amiche ne prepara in gran quantità per deliziare il palato di intere famiglie e devolvere il ricavato a Progetti benefici.

Ingredienti

  • Per la pasta: 400 gr di farina, 100 gr di semola di grano duro, 2 uova
  • Per il ripieno:125 gr di pane grattugiato, 1 uovo,70 gr di Parmigiano grattugiato, 250 gr di carne bovina tritata, 1 spicchio d’aglio, un ciuffetto di prezzemolo, sale e pepe q.b.
  • Per il condimento:100 gr di pancetta a cubetti, 50 gr di burro, 2 cucchiai di Parmigiano grattugiato, 2 foglie di salvia.

Peparazione

  1. Su una spianatoia disponete la farina a fontana, aggiungete le uova, un pizzico di sale e poca acqua per amalgamare l’impasto, che andrà lavorato energicamente per almeno 10 min.
  2. Quando risulterà compatto e liscio, avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciate riposare mezz’ora
  3. Preparate il ripieno:in padella fate rosolare un poco di olio, uno spicchio d’aglio e aggiungete la carne macinata.
  4. A cottura ultimata, trasferite tutto in una ciotola e aggiungete pangrattato, uova, formaggio grattugiato, poi aggiustate di sale e pepe.
  5. Stendete il panetto in una sfoglia sottile e con un bicchiere ricavate dei dischi di circa 7 Cm.
  6. Al centro di ognuno ponete una noce di ripieno e richiudete i bordi con cura.
  7. Cuoceteli in abbondante acqua salata poi conditeli con il burro precedentemente fuso insaporito con foglie di salvia e pancetta. Servirli caldi con una spolverata di Parmigiano grattugiato.

Sagre consigliate

Per gustare i casoncelli vi possiamo consigliare, in particolare, due manifestazioni. La prima è la sagra del Casoncello di Erbanno in Val Camonica. Qui si possono gustare i veri casoncelli della Valle fatti a mano dalle "signore" più esperte della zona. Un numero incredibili di casoncelli che vengono letteralmente bruciati nelle 4 serate della festa. Solitamente viene organizzata nella terza settimana di agosto ed è capace di richiamare migliaia di buongustai che affollano il piccolo centro della Valle.

In provincia di Bergamo invece vi consigliamo di cenare alla Sagra del Casoncello di Strozza in Val Imagna. Anche qui le signore del paese confezionano a mano migliaia di casoncelli bergamaschi che poi vengono cucinati durante la festa. Sicuramente è la manifestazione orobica dedicata a questo indiscusso protagonista che richiama più gente. Viene organizzata solitamente nei week end estivi tra luglio ed agosto.

 

L'asparago rosa di Mezzago

Dai primi decenni del secolo scorso inizia a Mezzago la tradizione della coltivazione dell’asparago rosa che vede il culmine del periodo di maggior diffusione e espansione negli anni ’30 quando l’asparago Mezzaghese inizia ad essere venduto nei mercati ortofrutticoli di Monza e Milano. La caratteristica peculiare di questo tipo di asparago sta nel colore della punta, rosa, che spicca sul turione lungo all’incirca 20-25 cm di colore prettamente biancastro. La tonalità rosastra è dovuta ad una particolare tecnica di coltivazione che prevede l’esposizione al sole solo durante alcune ore della giornata.

La produzione di concentra nel periodo tra i mesi di Aprile e Maggio. Molte sono anche le caratteristiche nutrizionali di questo ortaggio:prima fra tutte la concentrazione di vitamine e a seguire la ricchezza di fosforo, calcio e potassio, elementi importanti per non dire fondamentali per il nostro organismo.

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La particolarità del colore e le caratteristiche nutritive, insieme all’ innovativa tecnica di coltivazione fanno dell’asparago rosa di Mezzago un prodotto UNICO e di particolare PREGIO. Ecco allora l’idea della sagra dell’ASPARAGO ROSA che si svolge ogni anno a Mezzago da fine Aprile a fine Maggio organizzata e gestita dagli amici della Pro Loco che quest’anno taglia il traguardo della 57esima edizione. Molti i piatti culinari proposti , dagli antipasti ai dolci, dove, ovviamente il re degli ingredienti rimane Lui….

Quando si arriva alla Festa subito il clima che si respira è piacevole tanto quanto il profumo che allieta le nostre narici: il profumo dei piatti ci riporta alla mente l’immagine di una tavola imbandita con buon cibo cucinato con sapienza e maestria dal gruppo di volontari che con passione dedica del tempo alla buona riuscita della sagra. Il tutto accompagnato da un buon vino di qualità e da un’ottima birra artigianale. E per finire, come dessert, asparagi al cioccolato e una buona tazza di caffè equosolidale. Nulla è lasciato al caso, ogni minimo dettaglio è pensato per creare un ottimo clima di ospitalità …..

Ovviamente noi di Fast and Fest siamo felici di poter collaborare con i volontari e lo staff organizzativo della Sagra gli auguriamo un buon lavoro con la promessa che anche noi quest'anno saremo lieti di poter gustare alcuni piatti tipici e fare un brindisi in loro onore e al Re della festa: l'asparago rosa di Mezzago!

Per approfondire la "conoscenza" di questo fantastico prodotto della terra vi possiamo consigliare il sito web della Pro Loco di Mezzago: http://www.prolocomezzago.it

Il Pirlo non è un calciatore

Le prime volte che andavo a Brescia a consegnare i nostri sistemi gestionali notavo nella lista dei prodotti in vendita il Pirlo. All'inizio non ci facevo troppo caso. Poi però, vedendo che moltissime feste lo inserivano nella lista, ho iniziato a cercare informazioni su questo prodotto. Ho scoperto che è un aperitivo e non ha nulla a che fare con il calciatore.

Andrea Pirlo, l'ex calciatore, è bresciano ma il nome di questo cocktail preserale non deriva assolutamente dal suo cognome ma dal dialetto bresciano. La traduzione di Pirlo in bresciano significa caduta, ruzzolone con capriola. Quindi il nome dell'aperitivo deriva proprio da questo perchè l'effetto del liquore versato nel bicchiere sembra proprio una capriola, una caduta, un Pirlo. La ricetta lo avvinca moltissimo al più conosciuto Spritz ma guai a confonderlo. Per i veri bresciani è un eresia scambiare l'aperitivo più in voga con il Pirlo. Pirlo che, a detta loro, è nato molto prima e quindi ha più storia, più tradizione.

pirlo bresciano  pirlo bs 2  pirlo bs 3

La ricetta originale

Nell'aperitivo bresciano troviamo vino bianco fermo, Campari e acqua frizzante. Ovviamente poi ogni locale ci mette del suo. Alcuni sotituiscono il Campari con l'Aperol. Altri ancora il vino bianco frizzante al posto del più tradizionale vino bianco fermo. Molte volte l'acqua viene sotituita con il Selz. Sta di fatto comunque che il Pirlo è un marchio doc bresciano. La "ricetta tradizionale" lo vuole servito in classici bicchieri da bar (tumbler da bar) senza ghiaccio con aggiunta eventualmente di una scorza di limone. E' chiaro però che poi, con la voglia di "modernità imperante", il classico bicchiere da bar sia stato sotituito dai modernissimi bicchieri Baloon (quelli che potete vedere nella prima immagine in alto a sinistra) mentre al limone si sotituisce una fetta d'arancia. Nel Pirlo moderno fa poi la sua comparsa anche il ghiaccio.

Il Pirlo va comunque sempre accompagnato da stuzzichini salati, preferibilmente di origine lombarda. Su tutti la polenta fredda con qualche fetta di salame (possibilmente nostrano), pancetta, formagella e magari qualche fungo. Molti lo servono abbinandolo a ben più esotici nachos oppure ad altri prodotti salati. Ma con questi ultimi ci allontaniamo ovviamente da quello che vuole la tradizione bresciana.

Ultimamente in qualche festa della bassa pianura bresciana, per intenderci tra Verolanuova, Manerbio e Leno ho sentito parlare anche del Pirlone. Un doppio Pirlo accompagnato ovviamente da abbondanti piatti di affettati. Praticamente un Happy Hour made in Brescia.