Con il Covid le sagre diventano Smart

zambaiti micheleCome ormai tutti sappiamo la pandemia che ci ha colpiti ha influito molto sul mondo delle sagre e delle feste paesane, tipiche manifestazioni estive per la nostra provincia e non solo. Quest’anno sono poche le realtà Associative, Oratoriane o di gruppo che hanno voglia di mettersi in campo e di organizzare alcune serate con buona cucina, intrattenimento e con la possibilità di trascorrere alcune ore di spensieratezza dopo questi mesi di preoccupazione e sofferenza.

Nel rispetto assoluto di chi ha preso la decisione di prendersi un anno di “pausa” in queste settimane stiamo assistendo ad una ripresa, seppur lenta, di alcune realtà che hanno iniziato a organizzare la propria festa (attenendosi alle norme vigenti anti Covid) con l’idea del voler ripartire, del voler provare a stare insieme anche con modalità nuove e strutturate che ci permettano di nutrire relazioni e di passare del tempo di qualità e di spensieratezza in assoluta sicurezza.

Abbiamo chiesto a Michele Zambaiti, titolare di Fast and Fest, realtà ormai conosciuta in provincia e non solo per la gestione dei punti cassa, degli ordini, del servizio al tavolo qualche consiglio da proporre a chi sta pensando e ha voglia di un’iniziativa di festa ma ha ancora qualche paura o titubanza nell’organizzarla in piena sicurezza.

Innanzitutto Sig. Zambaiti c’è qualche festa o sagra in questo momento attiva sul nostro territorio?

Che io sappia si contano sulle dita di una mano. Noi ad esempio stiamo seguendo le Feste Patronali della Parrocchia di Filago che rimarranno aperte fino al 16 agosto. Settimana scorsa ne abbiamo invece “gestita” una in provincia di Brescia. Se teniamo conto che lo scorso anno nelle medesime settimane ne contavamo, solo in provincia di Bergamo, una trentina a week end possiamo assolutamente affermare che la stagione 2020 di feste e sagre è praticamente ferma. Anche se all’orizzonte qualcosina sembra muoversi. Certo parliamo sempre di numeri ad una cifra ma da qui alla fine della stagione qualche sagra ci sarà.

Quelle già organizzate come hanno gestito le linee guida “anti-COVID”?

Sicuramente il problema principale degli organizzatori era limitare al massimo gli assembramenti sotto i tendoni ma soprattutto in cassa dove solitamente i clienti formano file a volte numerose. Alcuni organizzatori, tra cui proprio i ragazzi delle Feste Patronali di Filago, hanno deciso di affidarsi alla tecnologia per “amministrare” queste regole. Con loro abbiamo attivato un servizio di prenotazione online sia dei coperti che delle pietanze da ordinare. In pratica, il cliente in giornata prenota il suo posto alla sagra ed ordina le pietanze con cui intende cenare. Una soluzione proprio rivolta a limitare gli assembramenti “indesiderati”.   Una strategia che, a detta degli organizzatori stessi, è stata molto apprezzata dagli avventori, sicuri di trovare posto alla festa e certi di cenare con i piatti preferiti.

Altre soluzioni hi-tech che l’emergenza vi sta facendo provare?

Su alcune feste stiamo lavorando con le prese degli ordini direttamente al tavolo, come in un classico ristorante. I volontari con gli smartphone, sfruttando un Web App che abbiamo sviluppato, raccolgono le comande e riscuotono il dovuto. In cucina ed al bar arrivano automaticamente gli ordini che, una volta preparati, vengono riconsegnati direttamente al tavolo. Questa viene utilizzata per eliminare assembramenti in cassa. In questo caso la postazione “cassa” non esiste ma viene sostituita dalla presenza di volontari “cassieri” che operano tra i tavoli. Questo metodo di lavoro ad esempio verrà utilizzato a Villa d’Adda la prima settimana di settembre dove è in programma la Villa d’Adda Fest.

Pagamenti elettronici o contanti: le sagre al tempo del COVID rimangono tradizionaliste?

Anche sotto questo punto di vista la tecnologia sempre più semplice ed economica sta cambiando le carte in tavola. Già lo scorso anno qualche organizzatore “lungimirante” aveva iniziato ad accettare pagamenti con carte di credito o bancomat, quest’anno questo trend è in forte crescita. Sul mercato si trovano ormai parecchie soluzioni che, senza troppi vincoli burocratici, permettono di attivare un POS mobile anche solo per pochi giorni. L’unica accortezza che mi vien da segnalare è quella di fidarsi solo di fornitori “certificati” e sicuri. Sul WEB si trovano moltissime offerte. Alcune però, a parer mio, sono davvero troppo allettanti per essere sicure. Sicuramente la piattaforma più utilizzata per questo tipo di attività è SumUp. Con loro non si hanno costi fissi ma solo una percentuale su ogni ordine transato con carta di credito o bancomat.

Passata questa emergenza poi le feste ritorneranno come prima?

Penso di no. Ho l’impressione che la tecnologia che stiamo utilizzando in questo periodo “strano” poi ci rimanga addosso. Le feste e sagre ci saranno ancora ma moltissime utilizzeranno questi sistemi per le prenotazioni, per la raccolta degli ordini, per la gestione delle scorte. Quando poi ci si accorge che l’informatica, se fatta bene, è utile e rende il lavoro più rapido e preciso diventa difficile tornare indietro.

Con tanta tecnologia le possiamo ancora chiamare Sagre?

Assolutamente si. Una sagra è tale se le cucine funzionano bene, se le cuoche preparano dei piatti prelibati e tipici come i nostri casoncelli alla bergamasca o lo strinù. Una festa può chiamarsi tale se c’è della buona birra, musica di qualità, se si incontrano gli amici di una volta oppure se c’è la tombola.  Tutta questa tecnologia che accompagna una sagra non è l’attore principale dell’evento ma è solo una comparsa che deve aiutare gli organizzatori a gestire con più efficienza e qualità la festa stessa. I protagonisti principali devono esssere e rimanere la buona cucina, i piatti tradizionali, le birre spillate, la musica, gli amici ...

 

Intervista rilasciata per un quotidiano online - 10 agosto 2020